Nell’arco della giornata il bistrot non cambia identità, ma intensità: la colazione si prolunga naturalmente nel pranzo, il pomeriggio scivola nella merenda, l’aperitivo si insinua nella cena. Il tempo perde i suoi confini a favore di un ritmo più rilassato. La cucina dialoga ogni giorno con i banchi del mercato e le botteghe del quartiere, scegliendo una filiera di prossimità fatta di relazioni e fiducia. I piatti sono essenziali, leggibili, costruiti sulla stagionalità e sulla qualità della materia prima: nulla di superfluo, nessun effetto speciale, ma un gusto netto, riconoscibile, sincero. Il rispetto per l’ingrediente guida ogni scelta, con un approccio misurato e nitido.
La giornata si apre con le colazioni, servite al tavolo o nel cortile, tra lievitati, torte, croissant salati e sandwich. Nel pomeriggio si accende il banco dei dolci dedicato alla merenda; segue l’aperitivo, con una selezione di vini e cocktail. A pranzo e a cena il menu intercetta appetiti diversi: primi e secondi piatti convivono con proposte più leggere e immediate, come le Scarpette e i Tegamini, pensate anche per un pasto più informale.Dal mercato allo specchio: le verdure di stagione e l’estro quotidiano dello chef prendono forma nelle proposte del giorno, raccontate sullo specchio, in un dialogo diretto e spontaneo con chi entra.